La loro storia è la nostra storia: il Martin pescatore

Ogni anno al nostro Centro arrivano alcuni esemplari di Martin pescatore. Questa specie è da tutti conosciuta e apprezzata per la sua bellezza e per i suoi colori sgargianti.

Oggi abbiamo pensato di parlarvi dell'ultimo caso che ci è capitato a fine febbraio. 

Uno splendido esemplare femmina è stato ritrovato nei pressi di un'abitazione nel luganese in seguito ad una collisione con una vetrata.

In alcune zone questa specie si trova a vivere a stretto contatto con l'uomo e riesce ad adattarsi a trovare gli alimenti anche in piccoli rigagnoli d'acqua. Certo, questo habitat non è il meglio per loro, ma purtroppo la sempre crescente urbanizzazione offre sempre meno ambienti idonei.

Il Martin pescatore in questione è quindi arrivata al nostro centro di cura con un trauma celebrale che ha richiesto più di una settimana di terapia prima di poter essere liberata.

Abbiamo provveduto a fornirgli i medicamenti e la quiete di cui aveva bisogno per riprendersi.

Il Martin pescatore si nutre di pesci. Gli individui di questa specie rimangono a lungo immobili in punta per cacciare appollaiati su dei rami in attesa di individuare una preda. Appena viene avvistato il pesce, si tuffano in picchiata immergendosi completamente per poi riemergere con la preda nel becco. Tornano ad appollaiarsi in sicurezza su un ramo e iniziano a percuotere la loro preda contro lo stesso per tramortirla, dopodiché la ingoiano intera..

Nel nostro centro ovviamente ricoveriamo uccelli feriti essi che non sono, nella maggior parte dei casi, in grado di nutrirsi autonomamente. Tocca a noi alimentarli forzatamente attraverso l'utilizzo di una sonda contente in questo caso una pappa di pesce, arricchita con vitamine, sali minerali e probiotici che aiutano l'animale a recuperare le forze e a digerire correttamente.

La nostra splendida paziente ha iniziato una lenta ripresa, dopo i primi due giorni era già più reattiva e dopo una settimana e mezza abbiamo provato a lasciarla libera nella nostra "stanza del volo". Qui gli uccelli vengono portati per allenarsi, riprendere il tono muscolare o fare della vera e propria fisioterapia per riabilitare un arto ferito o riacquisire il coordinamento motorio. Il pavimento è imbottito e sulle pareti sono presenti delle tende che permettono agli uccelli di aggrapparsi in sicurezza senza mai rischiare di farsi male.

Il Martin pescatore ha inizialmente studiato la stanza con diffidenza ma è ben presto partita in volo sotto la nostra attenta supervisione. Dopo un paio di giorni di esercizio abbiamo provveduto a liberarla nuovamente vicino a dove era stata trovata all'interno del suo territorio.

Qui ha aspettato un po' prima di spiccare il volo, ha lasciato che la ammirassimo in tutto il suo splendore di colori sgargianti ed infine ha spiccato il volo posandosi sui rami di un albero, rimanendo a bearsi dei raggi del sole.

Vedere un esemplare tornare in liberà è sempre un'emozione indescrivibile ma, in questo caso, guardarla crogiolarsi nel sole ci ha regalato un senso di comunione con tutto ciò che ci circondava e un'immensa pace. La stessa che doveva provare lei che poteva finalmente guardare di nuovo il suo fiume e sentire la brezza leggera che l'accarezzava.


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