Storia di un volontario dell'APUS


Sono Peter, studente di economia a Zurigo e grande appassionato di animali, in particolare dei rondoni; provo una grande ammirazione per questi uccelli capaci di volare per tutta la vita posandosi solo durante il periodo riproduttivo, dormono perfino in volo, davvero affascinante. Questa specie è fondamentale per il benessere dell’ecosistema e dell’uomo perché sono insettivori ed eliminano gli insetti fastidiosi e molesti che popolano le nostre città (mosche, moscerini, zanzare); la loro sopravvivenza è legata agli edifici poiché solo in essi trovano le cavità adatte alla nidificazione.

Oggi voglio raccontarvi la fantastica esperienza che ho vissuto lavorando per due settimane al centro APUS…



Terminata la sessione di esami, ho deciso di contattare l’associazione poiché volevo dedicare il mio tempo impegnandomi nel recupero degli uccelli selvatici; le responsabili sono state molto gentili ed hanno accolto la mia richiesta.

Quando sono arrivato al centro, situato a Calezzo, Intragna, le volontarie mi hanno spiegato i compiti che dovevo svolgere.

Il primo giorno mi sono occupato della preparazione della pappa, ovvero un mix di insetti frullati con aggiunta di integratori nutrizionali che viene somministrata agli individui denutriti; ho preparato gli alloggi per gli uccelli ricoverati, in quanto la loro sistemazione viene cambiata molto spesso.

La mia giornata iniziava alle 6.45 del mattino con la preparazione del pasto, diverso e specifico per ogni specie. Per gli uccelli denutriti dovevo prepara una siringa di pappa e posta in acqua tiepida per renderla a temperatura ambiente; per gli uccelli che avevano raggiunto il peso minimo preparavo insetti interi.



L’alimentazione iniziava alle 7 del mattino e terminava alle 21.00; gli adulti venivano alimentati ogni 1-2 ore, mentre i nidiacei ogni 30 minuti.

I piccoli di rondone sono diventati i miei preferiti fin da subito grazie al loro dolce pigolio ed alla voglia insaziabile di coccole, sono una delle poche specie che ha proprio bisogno di essere accarezzata.

Una volta finito il pasto, tornavo nell’ufficio e rispondevo alle chiamate, questa è stata la parte più impegnativa, spesso le persone non seguivano le mie istruzioni, nonostante le ripetessi svariate volte, pretendevano che andassimo a prendere l’uccello senza voler capire che siamo solo in 3-4 volontari per tutto il cantone, le risorse dell’associazione sono molto limitate poiché il centro sopravvive solo grazie a donazioni e per questo motivo non è possibile assumere personale. Fortunatamente ho parlato anche con persone dal cuore grande che capivano fin da subito la situazione e ci aiutavano sia nella cattura che nel trasporto, insomma non tutti sono stati sgarbati o poco comprensivi.



Una delle attività che mi ha maggiormente colpito è la fisioterapia, che viene effettuata quando l’animale si è ristabilito ed è in procinto di essere liberato; questa pratica permette all’uccello di recuperare il tono muscolare perso durante il periodo di convalescenza. Viene attuata in una stanza molto particolare in quanto allestita con tende sulle pareti e gomma piuma sul pavimento (in modo che l’animale non si ferisca durante i tentativi di volo).

La liberazione è stata la parte più emozionante di questo lavoro! Vedere questi animali arrivare in fin di vita, sfiniti e spaventati e poi poterli liberare sani ed ottima forma regala un’emozione indescrivibile, senti proprio di aver fatto qualcosa di concentro per aiutare la specie!!!



Questa esperienza resterà per sempre nel mio cuore, le volontarie dedicano la loro vita a questi animali. Nonostante gli orari massacranti ed i mille problemi di ogni giorno, non hanno perso la passione e la voglia di continuare a salvare gli uccelli.

Grazie APUS per avermi accolto, anche se per poco, nel vostro splendido centro di recupero!

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